Nera e brutta

Buonasera gente, eccoci di nuovo qui con una nuova notiziona da commentare, che potrete trovare a questo link:
http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/samara_muir_razzismo_colore_pelle_disney_foto/notizie/1426404.shtml
Per farla breve, l’articoletto tratta di una bambina di tre anni di Melbourne, Australia che si è recata insieme alla mamma nel parco giochi Disney locale vestita da Elsa di Frozen. Ad un certo punto, un’altra bambina l’ha apostrofata dicendole: “La principessa Elsa non è nera come te”. La piccola è rimasta così scioccata che ha iniziato a strofinarsi la pelle, e a detta della madre, da quel giorno ha cominciato a lavarsi continuamente con il sapone per “diventare più bianca”. Già la storia è triste di per sè, ma mai come il commento della madre dell’altra ragazzina, che alla richiesta di spiegazioni della madre della protagonista, ha risposto: “Mia figlia è bianca, non è nera e brutta come la tua”. Raccapricciante.
Ovviamente, lungi da me l’insultare la bambina che ha risposto in quel modo orrendo, perchè probabilmente non era nemmeno ben consapevole di quello che aveva detto. No. Qui il problema è sempre il solito: valori SBAGLIATISSIMI insegnati dai genitori, e quindi assorbiti anche inconsciamente dai figli. Non voglio ripetere la stessa solfa sugli adulti che andrebbero castrati prima di poter procreare e fare danni all’umanità, perchè ne ho già parlato molte volte, ma vi lascio con una domanda: secondo voi, anche il responsabile della strage di afroamericani avvenuta pochi giorni fa in una chiesa di Charleston ha avuto genitori con quoziente intellettivo e idee simili? Io credo proprio di si.

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Ideologia gender? OMMIODDIO

Rieccoci qui online, con l’ultimo aborto dell’Internet, fresco fresco di discussione con annessi insulti su Faccialibro. “L’Ideologia Gender”, questa sconosciuta. E perchè è sconosciuta, direte voi? Facile, perchè non esiste, in alcun universo, parallelo e non. Non mi dilungherò sulle sue sedicenti caratteristiche, perchè basta controllare online per farsi due risate. Nella migliore tradizione del Partito Benaltrista, vi dico che il problema è un altro, ovverosia la cultura dell’odio, diffusa ovunque, capillarmente. Io veramente non capisco come mai qualcuno dovrebbe sentirsi in dovere di giudicare le scelte sessuali di qualsivoglia altro essere umano e non sulla faccia della Terra. Ma soprattutto, sono affari vostri? No sul serio, cosa vi da il diritto di inventare GOMBLODDI GHEI ovunque solo per aggiungere altro odio e insicurezza a questo pianeta? Mettendo poi in mezzo presunte lobby che tenterebbero di, sentite questa, “educare alla masturbazione infantile” nelle scuole? Ceeeerto. E guarda, ci sono dei maiali volanti!
P.S. Perchè infatti, è meglio togliere l’educazione sessuale, così le vostre figlie rimarranno incinte a quindici anni dopo una serata in discoteca perchè non sanno neanche cos’è un preservativo.

Addirittura DUE porcate!

Salve a tutti gente, e benvenuti nel blog che ormai parla praticamente soltanto delle schifezze varie ed eventuali che accadono quasi quotidianamente sul suolo italico; oggi vorrei fissare l’attenzione su ben due fatti avvenuti recentemente.
Il primo è quello, ormai discusso in lungo e in largo, che coinvolge due ragazzini delle medie, uno senegalese e una italiana, ed un crocifisso. I fatti sono questi: all’uscita dalla scuola, il ragazzo avrebbe ingiunto alla compagna di togliere il crocifisso apostrofandola con vari epiteti, per poi mollarle un pugno; unica testimone del fatto sembra essere la mamma della ragazza. Ma qui le cose si complicano: secondo i genitori e le insegnanti invece, il bambino, perchè di bambini si tratta, arrivato in Italia da circa due settimane, non parla per niente italiano. La domanda quindi sorge spontanea: come avrebbe fatto ad insultare e minacciare la compagna esprimendosi perfettamente, come asserito dalla madre? In più, sembra che non appena messo piede nella nuova classe, un nutrito gruppo di compagni, tra cui la bambina in questione, avesse subito iniziato a insultarlo e infastidirlo. Come se non bastasse, il ragazzo passa tutti i pomeriggi in parrocchia a fare i compiti e a giocare, quindi il padre non si spiega cosa mai potrebbe avere contro un crocifisso. Probabilmente la verità non si saprà mai, ma a mio parere la situazione va delineata nell’ambito del bullismo scolastico e di quell’inferno in terra che sono le scuole medie (sfido chiunque a definire il periodo che va dagli 11 ai 13 anni come piacevole). Il ragazzo, provocato da giorni dai suoi compagni, ritrovatosi da poco in una terra straniera di cui neanche capisce la lingua, ha reagito in maniera sbagliata, ma comprensibile, soprattutto se pensiamo che i protagonisti dell’evento sono dodicenni. Il crocifisso a mio parere non c’entra proprio nulla, è semplicemente un particolare messo ad hoc dalla ragazzina o dalla madre (ricordiamolo, unica testimone) per mettere ancora più in cattiva luce il gesto del bambino. Come qualcuno ha giustamente commentato su facebook: “ma che gente, ai miei tempi alle medie ti picchiavano perchè tifavi la Juve, non per il crocifisso!”
Secondo episodio, secondo me più grave, è quello che coinvolge una quattordicenne di origine africana e nata in Italia. Unica colpa della ragazza, quella di avere il massimo dei voti in diritto e di voler diventare avvocato; da mesi arrivavano biglietti anonimi dai suoi compagni di classe che la insultavano con epiteti razzisti, e l’ultimo di essi asseriva che “non si è mai vista una negra che diventa avvocato”. Qui si intrecciano diverse tematiche, come il razzismo e l’ignoranza. Per quale motivo tu, imbecille che non riesce a prendere voti decenti in una materia, dovresti insultare chi è migliore di te? Addirittura accusando l’insegnante di favorire la compagna per il colore della sua pelle? Oltre alla tematica razzista infatti, qui è evidente anche l’invidia ed il rancore verso il “secchione”, colpevole solo di essere più bravo, quindi facendo sentire gli ignoranti ancora più inferiori. E si, quando si tratta di cultura ed istruzione, sono profondamente snob, mettetevi il cuore in pace!
Che ne pensate di questi avvenimenti, che riempiono i giornali da giorni? Fatemelo sapere, sono molto curiosa!

Prima noi!

Bene gente, mi è stato chiesto di esprimere la mia opinione sull’ennesimo increscioso fatto avvenuto in terra italica…questa volta il colpevole è il sindaco leghista (sorpresona) di Padova, tale Bitonci, che si sta opponendo con tutte le sue forze alla proposta avanzata recentemente di ospitare alcuni profughi in case private messe appositamente a disposizione. Ovviamente, apriti cielo! Aprendo addirittura una raccolta firme, il simpaticissimo sindaco ha subito cominciato a riempirsi la bocca con il solito: “L’Italia agli italiani!”, che non so voi, ma a me ricorda molto i discorsi del caro vecchio “Dux Mea Lux”. Allora, premettiamo che tutti i bisognosi sono meritevoli allo stesso modo di tutela ed aiuto, per quale ragione quest’affermazione è la solita castroneria italiota? Semplicissimo da spiegare, ma a quanto pare non tanto da capire. Una famiglia italiana, magari con bambini o anziani, non si adatterebbe mai a vivere in case attrezzate a dormitori, con magari decine di persone, bagni in comune e quant’altro. Ricordiamo infatti, che queste sono tutte soluzioni di emergenza, non vere e proprie case. O almeno, sarebbero temporanee se lo stato facesse il suo lavoro, tenendo i profughi nei centri d’accoglienza solo per poche settimane, che di solito si prolungano in mesi ed anni. Fortunatamente, si sta or ora discutendo in Europa di una proposta di legge che dovrebbe permettere di smistare con un sistema di quote fisse i vari migranti in tutti i paesi dell’Unione. Ma tranquilli, sicuramente le polemiche non finiranno con questa soluzione, l’Italiano Medio troverà sempre qualcuno a cui addossare tutte le colpe del mondo, compresi l’Ebola, l’ISIS ed i treni in ritardo! Vero, Mr. Bitonci?

L’ennesima schifezza italica

Rieccoci qui con un altro episodio di cronaca allucinante avvenuto nel nostro “Bel Paese”, che di bello al momento ha ben poco, a mio parere. Pochi giorni fa, una ragazza italiana, di origini marocchine, è stata insultata e picchiata dall’autista di un autobus a Bologna, senza alcuna ragione (anche se in effetti una ragione per picchiare una ragazzina non esiste mai, a meno che la suddetta non ti corra incontro urlando brandendo un’ascia bipenne). La scena si è svolta così: alla fermata l’autista ha fatto scendere tutti gli altri passeggeri, per poi accelerare e inchiodare nel momento dell’uscita della ragazza, al che l’avrebbe apostrofata con un bel “La prossima volta ti muovi, troia”. La ragazza, anche troppo civilmente, gli ha riposto con un “idiota” ed è scesa. Al che, l’uomo l’ha prima presa a schiaffi, poi le ha dato un calcio in pieno ventre dicendole “Brutta scimmia, torna al tuo paese. Ti mando all’ospedale!”, per poi ripartire come se niente fosse, lasciando la ragazza a terra.
In una parola: disgusto. Disgusto per il comportamento totalmente fuori di testa della bestia in questione, ed ancora di più per il provvedimento disciplinare di semplice sospensione dal servizio che l’agenzia dei trasporti ha ritenuto opportuno. Un’azione del genere dovrebbe a mio parere, essere sanzionata con il licenziamento immediato e un procedimento penale per aggressione, dato che proprio di questo si tratta. E se qualcuno prova a commentare con un “Non sono razzista ma…” giuro che faccio saltare in aria qualcosa. Perchè qui, solo di razzismo becero e italiota si tratta. Ho visto anche commenti in giro per il web con gente che tentava di giustificare il sacco di merda (scusate le parole troppo educate) dicendo: “Eh, ma allora quando gli extracomunitari assalgono gli autisti non dite niente???”. Questo commento ovviamente non merita la minima considerazione, perchè chi l’ha scritto è esattamente della stessa pasta del sacco di sterco. Ciononostante, mi preoccupa immensamente l’andazzo che sta prendendo questo paese, con la gente che non si accorge che i veri responsabili della crisi che stiamo vivendo stanno tentando in tutti i modi di deviare l’attenzione del popolo verso il solito capro espiatorio, che adesso sono gli stranieri, come nel ‘900 erano gli ebrei. Rifletteteci.

L’Internet allo sbando…

E rieccoci qua, dopo cinque giorni passati in quel di Londra, guadagnando vesciche apocalittiche sotto i piedi e scottature che neanche il fuoco di drago potrebbe provocare (si, mi sono scottata a Londra…disonore su di me e sulla mia mucca). Appena arrivata apro il feed delle notizie, e sorpresa sorpresa, un altro naufragio con relativa ecatombe nel canale di Sicilia. Non dirò frasi di circostanza come “poverini” o “che tragedia” perchè mi pare evidente la gravità della cosa, ma a quanto pare l’Internet in queste occasioni sembra impazzire e delirare. Non vi dico quanti post ho visto che dicevano “così imparano a venire qui”, oppure “meglio, finalmente una buona notizia”. Ma possiamo anche guardare al di là di questo episodio, e la migliore vetrina che ho trovato ultimamente per bearmi della bestialità della Rete, è la pagina social del programma “Le Iene”. Premetto che stimo e amo molto questa trasmissione, che non solo informa l’Italia sulle schifezze varie perpetrate in questo paese, ma spesso ha anche aiutato a raddrizzare diverse ingiustizie. Il problema non è il programma. Oh no. Il problema vero sono gli Italiani Medi che commentano sotto i video. Un esempio: è stato mandato in onda un servizio che parlava del padre di un bambino piccolo bloccato in Tunisia da molti mesi perchè, essendo arrivato, ai tempi, in Italia con un barcone, era considerato clandestino e quindi non aveva il permesso di tornare, pur avendone tutti i diritti secondo la legge perchè padre di un bambino italiano (infatti la madre è italiana). Il servizio è ben fatto e molto coinvolgente, a mio parere, ma i commenti sotto sono allucinanti, del tipo “tanto non gliene frega niente del bambino, l’ha fatto solo per avere la cittadinanza italiana”. Ma non finisce qui. Altro servizio, più recente: si parla di un signore anziano, diabetico, costretto ad abitare in macchina perchè la lista delle case popolari è lunga da qui a Saturno. Sempre un reportage di impatto e di grande attualità, ed i commenti sono: “vedete cosa succede a dare le case agli stranieri??? TUTTI A CASA L’ITALIA AGLI ITALIANI!!!”
Ma non si tratta solo di immigrazione: tempo fa le Iene fecero un altro servizio su una signora vessata dall’ex fidanzato, che per anni l’aveva picchiata e stuprata, ed ancora la chiamava ogni paio di minuti per insultarla, si appostava sotto casa, etc. Una storia agghiacciante, soprattutto le registrazioni delle suddette telefonate, e l’intervista fatta alla bestia in questione. Immancabili però i commenti sotto: “non è possibile che sia andata così, questa è una cessa orrenda”. Ho deciso quindi di smettere di leggere i commenti sotto i video perchè non ho voglia di farmi venire un ictus a 23 anni.
Il problema però rimane; è vero che l’Internet permette di nascondersi dietro una facciata anonima e spalare merda su tutto e tutti, ma molti commenti provengono da Facebook, correlati di nome e cognome, quindi il problema a mio parere sta proprio nell’educazione civica inesistente che la gente riceve. Infatti, come già ho detto in altri post, se un bambino non impara rispetto ed empatia da piccolo, poi è troppo tardi. Anche in questo caso, la chiave per risolvere molti problemi sta quindi a mio parere nel costruire un sistema educativo adeguato ed un forte senso civico, in questo paese completamente assente..
Voi cosa ne pensate? Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni!

Non sono un’educatrice, ma…

E si ritorna belli carichi la vigilia di Pasqua con un’altra di quelle notizie che ti fanno ghiacciare il sangue… Questa volta, un gruppo di QUATTORDICI ragazzi, in gita scolastica a Roma, ha pensato bene di denudare, depilare e coprire di caramelle un loro compagno, ovviamente con l’immancabile filmato caricato sul web. Quando poi i genitori della vittima in questione lo sono venuti a sapere, si sono rivolti alla preside, che, con tutta la ragione di questo mondo, ha deciso di sospendere e dare un quattro in condotta (con annessa bocciatura, quindi) a tutti gli imbecilli interessati. Ovviamente è successo il finimondo con i genitori dei 14 idioti che si sono lamentati dell'”eccessiva gravità della punizione”, perchè dopotutto “era solo uno scherzo”.
Io ritengo che la punizione non sia solo giusta, ma sacrosanta. Non si deve mai, MAI, sottovalutare un episodio del genere, men che meno giustificarlo. Anche se effettivamente quei ragazzi non avessero avuto cattive intenzioni, è comunque grave che a quell’età ancora non abbiano la percezione di cosa possa provare un’altra persona di fronte a scherzoni del genere. La punizione quindi è assolutamente necessaria per far capire loro per bene la gravità delle loro azioni; dopotutto, anche quei ragazzi che hanno distrutto l’intestino ad un altro ragazzo solo perchè obeso si sono giustificati dicendo che voleva essere “solo uno scherzo”. Capisco anche che dei genitori tendano a difendere i propri figli, ma qui si rasenta il ridicolo; tu, genitore, non sei stato in grado di educare decentemente tuo figlio, molto probabilmente perchè tu alla sua età saresti stato fra gli aguzzini, non ho alcun dubbio.
Come già disse il signor Yotobi: “Eh, ma son ragazzi…un paio di cazzi!”