Assassinio o non assassinio? Questo è il problema

Oggi vorrei parlare di un argomento che mi sta discretamente a cuore, e che molti in questo paese sembrano non aver compreso appieno, ovvero il concetto della cosiddetta “legittima difesa”. Per farvi comprendere la differenza, vorrei fare due esempi, di due situazioni con personaggi, contesti e luoghi totalmente differenti:

  1. Una ragazza ventiseienne in Iran viene invitata a casa propria da un uomo, ex membro dei servizi segreti iracheni, che le vorrebbe in teoria proporre un impiego. Appena arrivata, l’uomo la fa salire nel suo appartamento e tenta di violentarla. Al che, la ragazza si difende e per errore uccide il suo aggressore. La famiglia del maniaco le propone di rinunciare alla pena di morte, se lei ritirerà l’accusa di tentata violenza sessuale, e lei rifiuta. Dopo anni di carcere duro, la ragazza viene impiccata.
  2. Un pensionato sente dei rumori durante la notte. Si alza, prende il proprio fucile, lo carica, va sul terrazzo e spara ad un ragazzo che stava evidentemente cercando di introdursi nel suo giardino scavalcando la cancellata. Senza spari di avvertimento, senza urli di sorta, mira e uccide, quasi sicuramente con l’intenzione di farlo. Al che, alle domande degli inquirenti, mente e dice di aver sparato in cucina, all’interno di casa sua, dove però non si trovano tracce di sangue. Anche la balistica gli dà torto. Egli si giustifica con la legittima difesa, per cui secondo lui avrebbe avuto ogni diritto di sparare. Ciononostante, il ladro era fuori da casa sua, ed era disarmato.

Ora vorrei proporvi una riflessione; cercate le differenze fra i due casi. Perché a parer mio, ho ogni diritto di difendere me o i miei famigliari da un pericolo, ma non ho il diritto di uccidere intenzionalmente quando la cosa poteva essere tranquillamente evitata in mille modi, mentendo anche spudoratamente, sicuramente sapendo di essere nel torto. Temo che un’ingiustizia sia presente non solo nel primo caso, ma apparirà presto anche nel secondo; difatti, è poco probabile che il pensionato venga incriminato per omicidio volontario. Ora, nessuno parla di giustificare i ladri, essi devono pagare la giusta pena, ovvero qualche anno di carcere per tentato furto e violazione di domicilio. Non per questo è possibile colpire con l’intenzione di uccidere e farla franca; ognuno deve pagare per il proprio delitto. Diverso e molto distante è un avvenimento come il nostro primo caso, in cui una persona, in evidente inferiorità fisica, ha difeso la sua incolumità da un chiaro tentativo di violenza. Quando vedete personaggi loschi sventolare pistole in televisione, fatevi due domande. Riflettete.

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